La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni CS (CTT-CS) ha approvato le mozioni Taxi, noleggio con conducente e Uber. Per una concorrenza più leale (di Philippe Nantermod) e Adeguare la legge sulla circolazione stradale alle nuove offerte (di Fathi Derder) durante la riunione odierna. Entrambe le proposte permetteranno di ammodernare la legislazione attuale sui taxi. Il mercato del trasporto passeggeri ha subito grandi cambiamenti con l’avvento dell’era digitale. Grazie ad Uber e ad altri nuovi servizi, le capacità di trasporto esistenti possono essere utilizzate in modo ottimale e gli autisti indipendenti possono acquisire una maggiore flessibilità nella loro attività. La regolamentazione del mercato dei taxi deve essere adattata all’evoluzione in modo da offrire agli utenti e ai fornitori di servizi la massima flessibilità e nuove opportunità di sviluppo. Grazie all’impegno dei Giovani liberali radicali, ma in particolare del Conigliere nazionale Philippe Nantermod, siamo un passo più vicini ad una legislazione più snella.

L’arrivo di Uber sul mercato dei trasporti professionali rivoluziona un settore caratterizzato da un’aspra concorrenza. I tentativi di introdurre divieti e regolamentazioni hanno finito con il penalizzare ulteriormente gli operatori, senza pertanto soddisfare i consumatori, in attesa di un’evoluzione del mercato.

I taxi devono rispettare norme molto severe risalenti a un’epoca in cui non esistevano GPS né tecnologie dell’informazione. Oggi l’obbligo dell’odocronografo, le licenze di condurre professionali e gli orari speciali non garantiscono più gli obiettivi di sicurezza perseguiti, ma creano distorsioni della concorrenza a scapito dei tassisti e impediscono qualsiasi innovazione “made in Switzerland”.

Assoggettando i professionisti alle disposizioni ordinarie della LCStr, della legge sul lavoro e del Codice delle obbligazioni, la sicurezza sarà garantita e i servizi di noleggio con conducente non beneficeranno più di fatto di un vantaggio competitivo ingiusto. Dal canto loro, i cantoni, i comuni e le città elvetici saranno comunque liberi di mantenere concessioni per l’utilizzo del proprio suolo pubblico.

 

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