La nuova legge sul cartello dei casinò – il cui principio è contrario al diritto europeo – potrebbe aggravare la posizione del Consiglio federale nelle discussioni con la Commissione europea

In una sentenza del 28 febbraio 2018, la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha dichiarato la normativa ungherese sui giochi in denaro incompatibile con il diritto dell’Unione (comunicato stampa in italiano : https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2018-02/cp180022it.pdf). L’Ungheria – come tra l’altro la Svizzera – vorrebbe instaurare un monopolio sui giochi di casinò on-line a favore delle case da gioco locali. Secondo la Corte, questa norma è contraria al principio della libera prestazione dei servizi ed è discriminatoria verso gli altri operatori. Il 10 giugno prossimo, accettando questa legge, la Svizzera rischierebbe nuovi guai con l’Unione europea. Ciò renderebbe in effetti le discussioni in corso ancora più difficili, dichiara Andri Silberschmidt, presidente dei GLRS.

L’anno scorso in effetti, il Parlamento svizzero ha votato una normativa che concede la gestione di casinò on-line ai soli casinò fisici svizzeri. Al contrario, qualunque altra società svizzera o straniera che non gestisce alcun casinò reale – ma che si direbbe pronta ad adeguarsi al diritto svizzero (come l’assoggettamento fiscale) – sarebbe di fatti esclusa dal mercato. Sebbene questo modello non abbia prevalso in Europa, la Svizzera punta sull’esclusione dal mercato. Eppure, la CGUE lo conferma oggi, quest’approccio è contrario alla libertà di commercio e al principio di libera prestazione dei servizi :

« (…) La Corte constata che la normativa ungherese riserva la possibilità di ottenere un’autorizzazione per l’organizzazione di giochi di casinò on-line ai soli operatori che gestiscono, in virtù di una concessione, un casinò situato nel territorio nazionale, ciò che costituisce una restrizione discriminatoria. A questo proposito, la Corte considera che una siffatta restrizione radicale del principio della libera prestazione dei servizi non può essere giustificata sulla scorta degli obiettivi attinenti all’ordine pubblico e alla sanità pubblica evocati dal governo ungherese. (…) »

Il presidente dei GLRS dichiara : « Chiediamo una legge che fissi un quadro sui casinò on-line, tassi i gestori per finanziare le assicurazioni sociali e introduca misure di protezione dei giocatori, senza però escludere gli operatori svizzeri o esteri. Non dobbiamo tornare indietro ai tempi del cartello della birra o delle importazioni di auto che hanno caratterizzato la Svizzera. Sarebbe fatale ! »

Pertanto, ci opponiamo alla legge del cartello dei casinò. Difendiamo piuttosto un mercato aperto favorevole ai consumatori.

2018-03-02T12:38:20+00:002. Marzo 2018|