Oltre ad alcune questioni statutarie e di rito, tutte accettate dagli oltre 200 GLR presenti, il tema della digitalizzazione è stato al centro delle discussioni. Dopo un intervento di Cyrill Tröndle, fondatore e CEO di Swiss Crypto Exchange, la base di GLR ha preso posizione circa la nuova legge sui giochi d’azzardo. All’unanimità i membri si sono opposti all’isolamento digitale. Questa legge renderebbe la Svizzera meno attrattiva per le imprese internazionali e le start up. Censurare la rete per offerte legali ha il gusto di un cartello, pertanto i GLR si impegneranno contro questa nuova legge.

Il congresso 2018 dei Giovani liberali radicali svizzeri si è aperto con un’ampia retrospettiva sull’anno passato. Gli oltre 200 partecipanti hanno dapprima ascoltato il discorso del presidente, Andri Silberschmidt. Due sono state le campagne politiche principali che hanno segnato l’anno politico: la riforma dell’imposizione delle imprese III e la previdenza vecchiaia 2020. Il successo in quest’ultima votazione ha costituito una tappa decisiva per i GLR, difensori di una AVS equilibrata e finanziabile a lungo termine.

Il Giovani sono stati gli unici a presentare un piano B concreto alla tavola rotonda convocata da Alain Berset su questo tema dopo la votazione. La proposta permetterebbe di finanziare l’AVS oltre il 2030 (https://jungfreisinnige.ch/jungfreisinniger-plan-b-fuer-eine-nachhaltige-revision-der-altersvorsorge/).

Anche le prossime votazioni saranno cruciali per il nostro Paese. Dopo una presentazione del Dr. Thomas Moser della Banca nazionale e di Martin Alder, membro del comitato d’iniziativa, i delegati dei cantoni hanno deciso a larga maggioranza di respingere l’iniziativa moneta piena. Un’economia pianificata nel sistema monetario avrebbe conseguenze negative e imprevedibili sull’attività commerciale delle PMI, le quali dipendono fortemente del credito flessibile da parte delle banche commerciali. Convinti che inserire prescrizioni sull’abbigliamento nella costituzione non sia giustificato, i membri riuniti a Basilea hanno deciso di lottare contro l’iniziativa che mira a vietare il burqa.

La raccolta di firme per il referendum contro la legge sui giochi d’azzardo non è che l’inizio della battaglia contro l’isolamento digitale. Ancora una volta la base del partito ha mostrato in modo unanime il proprio dissenso alla censura. Invece della chiusura, bisogna preferire un modello di concessioni, nel quale i diversi attori del mercato dovrebbero sottostare alle stesse regole ed essere tassate in modo trasparente. Le ragioni non comprendono solo la diversità dell’offerta, ma anche la protezione più efficace dei giocatori (meglio regolamentare che affidare il controllo al mercato nero) e per favorire la collettività (maggiori entrate per lo stato grazie alla tassazione di questo settore).

Infine, i Giovani liberali radicali hanno licenziato un documento di presa di posizione sulla digitalizzazione, in cui chiedono, tra le altre cose, di introdurre l’identità digitale. Inoltre, l’intraprendenza di seguire una formazione continua deve essere ricompensata in modo più attivo. Per maggiori dettegli, si veda il documento citato in allegato.

Domani il congresso proseguirà con la seconda parte: scambio tra presidenti cantonali, elezione del comitato e diversi interventi.

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